Pannolini lavabili – Washable nappies

Abbiamo chiesto a Barbara Fregi di Tretopini, di raccontarci la sua storia di donna, di come si è inventata un nuovo lavoro conciliando la vita della sua famiglia con una nuova carriera, con eccellenti risultati.
Volevamo dare un imput positivo per tutti quelli che in questo momento stanno vivendo la crisi con difficoltà. 

Emma

                        

Mi è stato chiesto di scrivere un articolo su di me per raccontare di come la grande passione per i pannolini lavabili mi abbia cambiato la vita. Non sono molto brava a scrivere, men che meno quando si tratta di raccontare qualcosa su di me, ma ho accettato l’invito con la speranza che il racconto della mia esperienza possa essere utile a qualche genitore per avvicinarsi al mondo dei pannolini lavabili e magari possa anche essere di stimolo per altre mamme a perseguire e realizzare i loro sogni, per quanto strani e “fuori moda” possano essere!

Breve accenno alla mia vita lavorativa:

Mi chiamo Barbara e ho 40 anni. Appena terminate le scuole dell’obbligo ovvero le “vecchie” scuole medie, nonostante il mio desiderio di proseguire gli studi (avrei desiderato imparare le lingue e fare un lavoro che mi desse la possibilità di conoscere nuove culture) la mia famiglia ritenne più utile mandarmi a imparare un mestiere, e fu così che a 13 anni e mezzo stavo già lavorando come apprendista in una piccola ditta artigianale di produzione abbigliamento. Allo stesso tempo mi fecero frequentare una scuola serale privata di sartoria.
Visto che non avevo alternative e visto che la macchina da cucire sapeva darmi comunque molte soddisfazioni, decisi di farmi piacere la scelta dei miei genitori e proseguii negli studi serali ottenendo il diploma (purtroppo in una scuola non riconosciuta dallo Stato e quindi pressoché inutile per la mia carriera lavorativa) di stilista, modellista e figurinista. Nel frattempo nell’ambito lavorativo la simbiosi con la macchina da cucire, la mia maniacale ricerca di perfezione e la mia voglia di imparare sempre cose nuove mi permise di raggiungere in breve tempo la qualifica di campionarista-prototipista di ogni genere di capo d’abbigliamento.
Come ho scoperto i pannolini lavabili:
Sono sempre stata una persona attenta al rispetto ambientale, ma da quando sono diventata mamma questa attenzione verso scelte di vita responsabili si è ulteriormente accentuata.
Avevo sentito parlare di pannolini di stoffa nel 2004 durante la gravidanza di Thomas, il mio secondo bambino, ma non avendoli trovati nei negozi convenzionali e non trovando informazioni presso le mie conoscenze di allora (non avevo ancora la connessione veloce e tutti quelli a cui chiedevo dei pannolini in tessuto mi dicevano “Ma chi te lo fa fare di tornare a lavare pannolini come nel secolo scorso, evviva il progresso!”) la mia curiosità purtroppo si fermò sul nascere.
Quando nel 2008 Linda, la mia terza bambina, aveva poco più di un anno la zia “alternativa” di famiglia mi regalò due pannolini lavabili. Nel frattempo avevo installato L’ADSL così quella stessa sera, dopo aver messo a nanna i bimbi, mi misi alla ricerca nel web delle informazioni che non avevo trovato al tempo di Thomas.
Trovai un sacco di notizie che ignoravo, come ad esempio che il pannolino Usa&Getta che io butto nell’indifferenziato impiega oltre 500 anni per biodegradarsi, mentre se viene bruciato nel termovalorizzatore si trasforma in diossina e polveri sottili che noi tutti poi respiriamo, e che un bimbo nei suoi primi tre anni di utilizzo di pannolini monouso produce oltre una tonnellata di rifiuti, e molte altre nozioni che mi lasciarono davvero basita: non avrei mai immaginato che un bambino piccolo pesasse così tanto sull’Ambiente! E io che ero convinta di essere ecologica! Non volendo continuare a inquinare ulteriormente il pianeta con altri pannolini usa e getta, ordinai seduta stante il mio primo kit di pannolini lavabili (18 prefold e tre mutandine copripannolino, spesa totale spedizione compresa: 90 euro!) che mi avrebbe accompagnato fino allo spannolinamento di Linda.
Contemporaneamente pensavo: “Ma perché tutte queste informazioni rimangono solo nel web? Tutti i genitori dovrebbero conoscere che un’alternativa all’Usa&Getta esiste!!”.


                   

I primi passi verso la condivisione della mia scoperta”:

Ho trovato il loro utilizzo molto più semplice e meno impegnativo di quel che pensavo. Bastavano due lavatrici in più a settimana e avevo smesso di produrre sacchetti di rifiuti maleodoranti, senza contare il grande risparmio economico nel non dover più acquistare pacchi e pacchi di pannolini!Sono rimasta così entusiasta della mia “scoperta” che mi sono immediatamente messa in moto per cercare di condividerla con il maggior numero di persone possibili.

Andai a parlare, da semplice mamma che li utilizzava, con l’Assessore all’Ambiente della mia città per cercare di sensibilizzarlo all’argomento, cercando di fargli capire che il loro utilizzo farebbe risparmiare alle Amministrazioni Comunali parecchi soldini altrimenti spesi per lo smaltimento di tutte le tonnellate di pannolini monouso prodotti dai bimbi residenti e aiuterebbe molti genitori alle prese con un bilancio familiare sempre più spesso”in rosso”. Purtroppo non ho ricevuto molta attenzione: mi è stato risposto che era una gran bella utopia poter fare a meno dei pannolini monouso (che di fatto costituiscono il 10% dei rifiuti urbani indifferenziati), ma che oggigiorno non si poteva andare in giro a dire a dei genitori che magari lavorano entrambi 8 ore fuori casa di mettersi anche a lavare i pannolini dei loro bambini…

Io, che li utilizzavo, sapevo benissimo che richiedevano sì un po’ di impegno ma non in misura così massiccia come la maggior parte delle persone è portata a credere.


E così nacque Associazione Maternità EcoNaturale:

Per acquistare credibilità e attenzione davanti ad Assessori e Consultori e poter condividere le informazioni sui lavabili con il maggior numero di genitori possibili, assieme ad alcune eco- mamme della mia zona che nel frattempo avevo conosciuto ho fondato Associazione Maternità EcoNaturale.

Questa Associazione di promozione sociale, assolutamente priva di scopi di lucro o di interessi commerciali, si impegna a diffondere le corrette informazioni che mancano sui pannolini di stoffa.

Abbiamo stretto una collaborazione con alcuni corsi pre-parto gestiti dalle ASL vicentine, da dove illustriamo alle future mamme le varie tipologie di pannolini lavabili esistenti nel mercato, senza pubblicizzare marche o produttori in sé bensì portando a esempio le nostre esperienze personali e condividendo una serie di suggerimenti per ridurre notevolmente il consumo smodato di detersivi e prodotti per la cura e la pulizia della casa, oltre ad altri suggerimenti per attuare uno stile di essere genitori maggiormente eco-sostenibile.

Siamo disponibili a mostrare i nostri pannolini ai genitori della provincia che vogliano avvicinarsi ai lavabili e/o ricevere maggiori informazioni sulla loro gestione.

Il nostro operato inizia a essere riconosciuto nell’intera Provincia di Vicenza e con piacere riceviamo sempre più spesso richieste da parte di Assessori o anche semplici cittadini che vorrebbero organizzare serate informative presso il loro Comune con l’intento di sensibilizzare i concittadini all’uso dei lavabili.

Un altro servizio nato con Associazione Maternità EcoNaturale e ora imitato da altre associazioni e siti è “La Pannolinoteca”: abbiamo varie tipologie di pannolini lavabili che noleggiamo a un prezzo simbolico a quei genitori ancora un po’ scettici e dubbiosi. Avendo la possibilità di provarli sul campo le mamme si rendono conto che tutti i pregiudizi legati al vecchio ciripà e ai racconti delle nonne obbligate loro malgrado a lavarli a mano sono ormai superati e che oggigiorno la loro gestione è semplificata dalla lavatrice e dalle innovazioni tecnologiche dei tessuti.

Tutto il lavoro dell’Associazione viene svolto in modo assolutamente gratuito e volontario da noi mamme fermamente convinte che i grandi cambiamenti iniziano dai piccoli gesti di ognuno.


Come ho iniziato a cucire pannolini (apertura del blog, collaborazione con NSC):

Ovviamente avendo la passione del cucito mi è venuto spontaneo provare a cucire anche i pannolini lavabili. Purtroppo in Italia, non esistendo la cultura del pannolino lavabile, non esistono nemmeno i tessuti adatti alla loro confezione casalinga; quindi ho acquistato da alcuni negozi esteri le stoffe necessarie e ho iniziato le mie sperimentazioni usando come “cavia” la piccola Linda!

E cucire pannolini mi piacque così tanto che non smisi più!

Ho aperto un blog nel quale spiego come si confezionano pannolini, assorbenti (ebbene si, anche per noi donne esistono alternative ecologiche ai prodotti monouso!), mutandine copripannolino e altri oggetti cuciti utilizzando anche materiali di riciclo ricavati da oggetti e/o biancheria in disuso. Collaboro alla sezione “Fai da te del sito NonSoloCiripà, dove è possibile scaricare gratuitamente cartamodelli realizzati da me e le relative istruzioni di confezione per incentivare le mamme che possiedono una macchina da cucire a cucirsi il loro corredo di pannolini lavabili.

Essendo molto idealista, ho pensato anche che la produzione di pannolini lavabili poteva diventare un’opportunità lavorativa per persone socialmente svantaggiate. Ho condiviso le mie conoscenze tecniche e trasmesso le basi necessarie per partire con un progetto di “pannolini solidali” a una cooperativa sociale di tipo B di un paese vicino al mio, che si occupa di reintegrare nel mondo del lavoro ragazzi con problematiche varie attraverso un proprio laboratorio occupazionale interno.


Infine, la trasformazione di tutto questo in attività lavorativa:

Non appena iniziai a cucire pannolini e assorbenti decisi che quello sarebbe diventato il mio lavoro!

Iniziai a effettuare ricerche per trovare tessuti di produzione italiana che potessero sostituire le prestazioni di quelli di provenienza estera, feci provare i pannolini con questi tessuti a varie mamme e raccogliendo i loro suggerimenti continuai a perfezionare i miei cartamodelli fino a trovare una vestibilità ottimale.

E a gennaio di quest’anno ho aperto ufficialmente la mia attività di produttrice artigianale di pannolini e assorbenti lavabili che vendo attraverso il mio sito, realizzando il mio sogno iniziato due anni fa!

Molte persone si chiedono come faccio a portare avanti tutto questo avendo una famiglia con tre figli (e un cane che è il mio quarto figlio peloso!)….quando si è mossi da una forte passione e quando si crede fermamente in quello che si fa diventa tutto più facile, almeno per me.

Voglio ringraziare qui tutte le persone che hanno creduto e credono in me e che mi sostengono con il loro affetto e il loro supporto emotivo, e dedico tutto questo ai chi è stato la mia fonte di ispirazione più grande: i miei tre topini Miriam, Thomas e Linda!

Grazie!


Barbara TreTopini (Barbara Fregi)
 https://www.facebook.com/TreTopini.it?fref=ts
This post is an interview about how Barbara Fregi has changed her life and carrier. She has three children and has reinvented her job by working at home making washeable nappies and ladies pads, which she makes from home and sells on her website.
 https://www.facebook.com/TreTopini.it?fref=ts
Emma 
 tretopini pannolini lavabili pocket

One thought on “Pannolini lavabili – Washable nappies”

  1. Mamastè ha detto:

    brava, brava, brava! Io faccio una testa così a tutte le amiche, su pannolini lavabili, assorbenti lavabili, mooncup… quello che cerco di passare è “ehi! lo faccio anch’io, io, la tua amica normale, che vivo qui, non in mezzo ad un bosco! io, la mamma normale di quelle due bambine normali, si può fare, si può cambiare”

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